Fallimento Elitario

Spazio dedicato alla misera condizione umana e alle arti del fallire in modo decoroso o totalmente fallimentare

PENSIERI

 

EÂ’ il tavolo in legno il bastone del letargo, la fioca  luce determina spensieratezza  e ombre.

Luci  sono lontane e irraggiungibili .

Perché il rosso accende lÂ’attenzione?

Forse è il fuoco che lo fa oppure no?

La fiacca notte inizia il suo cammino  orfana di birre e dolcezze. Non è forse lÂ’albero che ci ripara dal nullaÂ….. Allora perché non amare la natura, culla energica di vite inutili! LÂ’utile ci rende schiavi, lÂ’inutilità  liberi, liberi di diventare utili per chi vogliamo.

Il profitto è detestabile per menti sane come il pregiudizio per gli intelligenti.

Nessuna mappa porta alla felicità , solo il flusso dei fatti la determina.

Non crediamoci idoli e fecondi perché non siamo altro che schiavi delle nostre debolezze, esse sono gli argini del nostro flusso ed esse determinano la direzione del nostro fluire, un fluire viscido e organizzato se non attivo e controcorrente. Corriamo tutti verso il santuario della bellezza e della felicità, ma stiamo attenti nel scegliere lÂ’entrata esatta, potremmo precipitare direttamente in cripta 

 

 

 

Manifesto Decadente

 

Tutto è fallito. LÂ’aria irrespirabile di ciò che è perduto opprime ormai i nostri animi. QuellÂ’aridità che abbiamo tentato di colmare con la nostra sincerità, le nostre emozioni, ha ucciso la speranza che ancora scorreva in noi. Come un falco colpito a morte, che precipita nel vuoto, giunge lÂ’irreversibile declino. Nella profondità di un pozzo oscuro, malato dalle acque nere della scienza e della morale squallida dÂ’oggi, giacciono i nostri corpi morti, irriconoscibili e fetidi, come solo qualcosa che prima era vivo può diventare.      Al suono automatico e asettico della comunicazione di massa rispondiamo con un grido soffocato che muore fallendo, prima che qualcuno possa udirlo. Corrosa e violentata è la speranza in noi. Il futuro ci riserba la morte nella malattia, ma già abbiamo cessato di vivere quando le membra nostre erano pervase dalla freschezza della giovinezza.. A morire non saranno mai le menzogne, continueranno a uccidere la solitaria vittima che alza il capo al sole chiedendosi se davvero il destino ci riserva il fallimento..

Lo scopo ultimo che ci rimane è cantare e dipingere questo declino di una miseria squallida..

Noi Neodecadenti ci arroghiamo il compito di demolire quelle certezze stolte che illudono lÂ’uomo, mostrando al mondo la spregevole realtà..

Ule

In onore a Guerino

Guerino Raffazzoni,docente di fallimentarietà sociale,Univ. di Vergate sul Membro

 

ciò che ognuno di noi teme maggiormente è la repentina scomparsa di tutte quelle cose a cui ci ancoriamo affannosamente ogni giorno, tronfi e pieni di noi stessi, cercando inutilmente di trovare conforto in tutto ciò che c'è di vano e superfluo, illudendoci di essere felici quando in realtà la nostra vita ci sfugge dalle mani tra sospiri e rimorsi. La speranza che un segno, un oggetto o un'emozione possa in qualche modo farci dimenticare il senso di insoddisfazione e di mancanza che caratterizza la nostra giornata ci corrode lentamente, spingendoci verso il più fetido egoismo e l'insaziabile ricerca di piacere. Piacere che non è altro che una temporanea soddisfazione delle nostre più misere aspettative, un fuggente attimo di estasi ma che a onor del vero non corrisponde mai a quelle che erano le nostre aspettative: la nostra bramosia è tale da distorcere quelli che sono i nostri desideri e le nostre aspettative , ingigantendoli a dismisura. Così facendo nutriamo enormi aspettative anche sulla più misera delle serate, sulla più scontata e banale delle emozioni.

E proprio per questo motivo usciamo devastati dal confronto con esse: non ci travolgono come un fiume in piena,agitandoci e sbattendoci a destra e a sinistra, come ci aspettavamo: più che un fiume in piena assomigliano a una putrida e maleodorante pozzanghera di sterco, che ci lascia puzzolenti e delusi, con in mano un bel niente.Ci rendiamo così conto della banalità delle nostre emozioni e della vacuità di ogni singola aspettativa, di ogni singolo desiderio e così cerchiamo riparo in qualcosa che pensiamo possa durare nel tempo e garantirci un'esistenza quantomeno serena. Qualcosa che ci porta a vivere sulla base di un unico valore:il consumo. Consumiamo, consumiamo, ci ingozziamo di speranze e illusioni che ben bresto si sciolgono come neve al sole. E noi, stupidi, non crediamo all'evidenza: non crediamo che tutto quello per cui abbiamo sudato sia in un qualche modo destinato a soccombere insieme alla nostra miserabile esistenza.

Portate pure i vostri nella vostra umida tomba: là sì che potrete godere di tutto quello per cui vi siete battuti: il fallimento

Il nostro "Tommaso Moro"

 

Si dedicava saltuariamente allo studio improvvisandosi filosofo e matematico e professando un presunto teorema formulato da lui stesso.Spesso circondato da graziose donzelle, eccentrico e affascinante, avidamente non condivideva con  nessuno (in particolare con U&G) le dolcezze di cui disponeva.Definito da eminenti figure “lÂ’uomo che ha fatto più sesso di tutti” girovagava per farmacie in cerca di profilattici statunitensi. Rimane ancora ai giorni nostri uno dei più rispettabili lavapiatti e LAVAPAGANO di BresciaÂ…Â….naturalmente è Tommaso Santi!

Teorema di Gallo

 

 

La matematica può essere compresa esclusivamente da individui la cui portata intellettuale oscilla tra il desiderio del regolare e lÂ’ incanalazione nozionistica. Sono menti manovrate e nevrotiche che vogliono etichettare lÂ’esistenza matematicamente, è un esclusivo  metodo per allontanare le paure che si manifestano di fronte allÂ’indecifrabile.La matematica è una finzione attraverso cui guardare il mondo e attraverso cui mostrare i propri limiti. Il matematico è un individuo (ciarlatano) che necessita di ordini e leggi che modellino la sua personalità e la sua stessa esistenza, è il parassita del dittatorismo esercitato da una serie di codici inventati da illustri menti che sfruttarono le debolezze delle popolazioni culturalmente arretrate profetizzando verità non dimostrabili, formulate esclusivamente per essere accettate e applicate. Il mondo non si può leggere attraverso gli occhi della matematica perché è composto anche da elementi e sostanze metafisiche, anzi a voler ben dire è la matematica ad aver preso spunto dal mondo per la sua affermazione errando però nel non curare gli aspetti metafisici a favore di quelli logici. La matematica quindi non è altro che una delle grandi delusioni del mondo reale!

 

n.b:

gli elementi e le sostanze metafisiche sono semplicemente riconducibili al nulla eterno ossia il fallimento della natura umana, nessuno ha mai alluso a qualsiasi forma divina in quanto non esiste!  

 Scritto durante un periodo di  sclero in cavallerizza.

 

 

Tabulatura di " Ballata per la mia piccola iena" Afterhours

Afterhours - Ballata per la mia piccola iena

Am
L'autista che ti guida
G
Ha una sola Mano
F
ma vede ciò che credi
D
Invisibile

Nel tuo piccolo Mondo
Fra piccole iene
Anche il sole sorge
Solo se conviene

Fra piccole iene
Solo se conviene
Mia piccola Iena
Solo se conviene

L'amore rende soli
ma è ben più doloroso
Se per nemici e amici
non sei più pericoloso

F
La testa è così piena
Em
Che non pensi più
G
Ti si aprono le gambe oppure
Am
le hai aperte tu

Aiutami a trovare
Qualcosa di pulito
Uccidi e poi non vuoi morire
Uccidi ma non vuoi morire

Am
Fra piccole Iene
G
Solo se conviene
F
Mia piccola Iena
G
Solo se conviene



E poi così si ripetono gli accordi nelle altre strofe. L'ho trovata ad
orecchio quindi è qualcosa di ancora lontano all'essere approssimativo!



".Al risveglio, il mondo dei fatti si incaricherà di ristabilire
uno spietato muro fra l'immagine dell'estraneazione
e la realtà delle sue leggi."

Afterhours

 

Dopo il debutto con il mini-cd All the Good Children Go to Hell, nel 1990 esce l'album d'esordio degli Afterhours, During Christine's Sleep che lascia gia' intendere il talento rock del gruppo milanese.

Grazie all'influente rivista americana "Alternative Press" che lo segnala come disco del mese, gli Afterhours vengono invitati a rappresentare l'Italia al New Music Seminar di New York.

 

Nel 1991 esce il mini LP Cocaine Head.

Immediatamente dopo, il gruppo viene inoltre invitato al Berlin Indipendence Days.

 

Nel 1993 gli Afterhours registrano Mio Fratello e' Figlio Unico di Rino Gaetano per l'album tributo legato ad Arezzo Wave: e' la prima traccia ufficiale cantata in italiano.

Nel 1993 esce l'album Pop Kills Your Soul.

L'anno seguente gli Afterhours registrano una spettacolare versione de La Canzone Popolare per il tributo ad Ivano Fossati.

 

Nel 1995 il gruppo pubblica un nuovo album, Germi, il primo interamente cantato in lingua italiana. L'album contiene i semi della filosofia Afterhours: melodia e rumore, cut-up nei testi, sperimentazione pop ed ironia. L'estratto Dentro Marilyn e' stato reinterpretato dalla straordinaria voce di Mina, la quale lo ha intitolato Tre Volte Dentro Me.

 

Nel corso del 1997 gli Afterhours firmano un contratto discografico con la Mescal  e registrano l'album Hai Paura del Buio?, 19 canzoni nelle quali sviluppano completamente il teorema "After": marchiare con la loro personalita' ed il loro suono la ballata rock come l'urlo hard-core, la sperimentazione su 4 piste e l'HI-FI piu' evoluto.

La produzione artistica di Manuel Agnelli, cantante e chitarrista del gruppo (che, ricordiamo, ha prodotto i primi due album di Cristina Dona', e gli esordi di Pitch e Scisma), si spinge alla ricerca di interpretazioni sonore poco convenzionali nel pop, senza i complessi di inferiorita' che tanto ossessionano gli addetti ai lavori della penisola, facendo largo uso di ironia dissacrante.

 

Nel 1998 partecipano per la prima volta al grande concerto del primo maggio in Piazza San Giovanni a Roma, dove riscuotono un grande successo tra i 600.000 del pubblico presente; con il trascorrere degli anni, vi torneranno altre quattro volte (l'ultima nel 2004).

Itineranti per buona parte del 1998 e ospiti dei maggiori festival, come Arezzo Wave - Stretball Adidas - Parco Acquatica - Premio Citta' di Recanati etc... gli Afterhours concludono il tour e Manuel Agnelli si dedica alla produzione di "Club Prive" dei Massimo Volume; anche i La Crus hanno richiesto la preziosa collaborazione di Manuel Agnelli per due pezzi inclusi nell'album "Dietro la Curva del Cuore".

 

Il 13 Maggio 1999 esce Non e' per sempre; ancora una volta gli impegni live rappresentano il lavoro di buona parte dell'anno . Il "Non e' per sempre tour" (11 luglio 1999) approda anche a Bologna, dove allo stadio Dall'Ara gli Afterhours condividono lo stesso palco con i R.E.M.

 

Ad affiancare il lavoro live, anche un progetto parallelo di Manuel Agnelli, condiviso con Emidio "Mimi'" Clementi dei Massimo Volume: "Gli Agnelli Clementi" uno spettacolo di reading che viene presentato per tutta la penisola.

 

Alla fine dell'estate 2000, viene distribuito in tutte le librerie e negozi di dischi, il libro di Manuel Agnelli intitolato Il meraviglioso tubetto, edito dalla Mondadori e messo in vendita abbinato ad un CDS contenente tracce inedite rispetto all'ultimo album.

 

Nuovo appuntamento discografico: il 9 febbraio 2001 esce Siam tre piccoli porcellin, album live della band contenente l'inedito La Sinfonia dei topi. Il disco e' formato da un cd elettrico e uno acustico per un totale di ben 71 min. di musica; le prime 20.000 copie sono state vendute a prezzo speciale. Immediatamente dopo la conclusione del "Siam tre piccoli porcellini tour", che per dovere di cronaca ha sempre registrato sold-out, da Rimini il 10 giugno 2001 e' partito il "Tora! Tora! Festival", appuntamento fortemente voluto da Manuel Agnelli, che si e' concluso il 19 settembre a Roma dopo 4 tappe.

Il Festival itinerante ha ricevuto tra i vari tributi di stima, oltre a 50.000 presenze, anche la "benedizione" di Perry Farrel, padre del Lollapalooza.

 

Il 24 novembre 2001 Manuel Agnelli viene premiato al M.E.I di Faenza per lÂ’evento live dell'anno: il "Tora! Tora! Festival", per l'appunto.

Quattro giorni dopo, a Milano, riceve l'Italian Music Awards in qualita' di miglior produttore italiano (l'ultima produzione in ordine di tempo riguarda "Solo un grande sasso" dei Verdena).

 

A fine anno, Manuel torna nuovamente in studio in veste di produttore realizzando con Marco Parente lo splendido "Trasparente".

 

Il 5 aprile 2002 viene pubblicato Quello che non c'e', piazzatosi clamorosamente e in pochi giorni, alla quarta posizione della classifica ufficiale di vendita.

Questo e' il primo lavoro senza Xabier Iriondo Gemmi, che dopo nove anni di attivita', ha lasciato il gruppo per motivi di carattere personale.

Anche il primo singolo, Sulle labbra, entra immediatamente nella classifica di vendita guadagnando la decima posizione.

 

Nell'aprile 2002 (dal 10 al 15) gli Afterhours realizzano 4 date in co-headlining con i Mercury Rev.

Pochi mesi dopo, ad ottobre, un altro evento segna la carriera di Manuel Agnelli: con Marco Parente e Cristina Dona' si esibisce in versione "trio" a Saluzzo, (CN) in occasione del "Premio Grinzane Cavour" che viene elargito ai tre artisti.

 

Sempre in tema di situazioni anomale e artisticamente stimolanti, il 5 novembre dello stesso anno, gli Afterhours partecipano alla mostra sulle "Città Invisibili" di Italo Calvino, sonorizzando la citta' di Irene all'interno della prestigiosa Triennale di Milano.

 

Ancora un riconoscimento dallÂ’Italian Music Awards (2002): gli Afterhours vengono premiati per il miglior testo italiano, riferito a Quello che non c'e'. Tornano alla Triennale di Milano, per il concerto di presentazione dell'EP La gente sta male.

 

Gli Afterhours, praticamente senza sosta continuano a suonare in giro per l'Italia realizzando una media di sold out a dir poco impressionanti.

Parallelamente vengono organizzate ogni anno le varie edizioni del Tora! Tora! che portano sotto al palco di questo festival centinaia di miglia di persone.

L'edizione del 2004 e' stata la prima formata interamente da doppie date per ogni tappa.

 

Le soddisfazioni personali, di critica e di pubblico sono in continua crescita: dal 06 al 13 febbraio 2004 gli Afterhours hanno affrontato un tour piu' che speciale con Twilight Singers, band capeggiata dal Greg Dulli, gia' leader degli Afghan Whigs, splendido personaggio con il quale hanno concretizzato una collaborazione in studio incrociata e parallela; da una parte Manuel Agnelli ha suonato la chitarra e cantato nel nuovo lavoro di Twilight Singers, intitolato "She Loves You" e Greg Dulli ha raggiunto gli Afterhours in studio a Catania, impegnati nella registrazione del nuovo album in uscita su etichetta Mescal il 15 aprile 2005.

In questo caso, Greg Dulli, oltre che lavorare in qualita' di co-produttore, ha scritto, arrangiato e suonato in una vivace situazione di scambio artistico, alla quale in un secondo tempo si e' aggiunto John Parish, che affiancando Greg e gli Afterhours ha condiviso con loro una delle fasi piu' delicate della realizzazione di un disco: i mixaggi.

Il nuovo album s'intitolerà: Ballate per piccole jene.

 

All'appello in tutto questo mancava un contributo cinematografico: ora c'e'! E' uscito il 3 settembre 2004 il CDS di Gioia e Rivoluzione, brano storico degli Area, riproposto oltre che in versione live durante i concerti e sul supporto cd, anche all'interno del film di Guido Chiesa "Lavorare con lentezza" (presentato il 4 settembre al Festival del Cinema di Venezia), dove gli Afterhours interpretano la band guidata da Demetrio Stratos.

 

Sotto il profilo "eventi speciali live" va segnalata una magica serata svoltasi a Villa Arconati il 19 luglio 2004: palco condiviso da Afterhours e da "Songs with other strangers", un progetto quest'ultimo che vede collaborare tra loro John Parish (P.J.Harvey) - Hugo Race (ex Bad Seeds) - Cesare Basile - Marta Collica - Roberta Castoldi e Giorgia Poli (ex Scisma). Nelle date seguenti (a gennaio 2005) si sono aggiunti Jean Marc Butty (Venus - PJ Harvey) e Stef Kamil Carnels (dEUS - Zita Swoon).

 

 

Formazione:

Manuel Agnelli: voce, chitarre;

Giorgio Prette: batteria;

Dario Ciffo: violino;

Andrea Viti: basso;

Giorgio Ciccarelli: tastiere.

 

VIENI A SENTIRLI IL 23/06/2005 AL PARCO SANT'AGOSTINO A BERGAMO. PER INFO MANDA UN E-MAIL A ulegallo@leonardo.it

RISCATTO FALLIMENTARE

Il reale è costituito da una molteplicità di forme viventi che concorrono alla loro autoaffermazione ignorando il fatto che raggiungono esclusivamente una soddisfazione temporale e marcatamente terrena. Liberarsi dalla futilità delle cose terrene e dal contingente è possibile solo tramite lÂ’aspirazione metafisica, unica via di salvezza, che può farci evitare la via crucis terrena interagendo tramite lÂ’intuizione con forze a noi sconosciute. LÂ’essere come durata è la consapevolezza della fragilità umana che fruisce oscillando tra il ricordo del passato (irripetibile) e la speranza nel futuro. Se lÂ’individuo è frutto delle sue esperienze e spesso dei suoi errori nulla più della voglia di riscatto e ribellione martella incessantemente la sua mente, reagire al fallimento che ci contraddistingue è una prova di coraggio poiché supera lo stadio dellÂ’accomodamento e dellÂ’accettazione dei propri limiti per ribellarsi al male eterno incarnato nei molteplici fallimenti quotidiani!

VI ESORTIAMO AL RISCATTO DAL NULLA CHE CI OPPRIME PER IL RAGGIUNGIMENTO DI UN BENE INDIVIDUALE CHE VI ALLONTANI DALLA CATASTROFE FALLIMENTARE.!

 

Il Barilotto

                              

BARILOTTI nell'epoca barocca e al giorno d'oggi..

(ANSA)-LONDRA, 10 MAG- Impedire ai ciccioni l'ingresso nei fast food obbligando i locali a montare porte strette. L'idea bizzarra e' di un medico britannico. 'Abbuffarsi fa male e vogliamo che il Governo dia un segnale forte e adotti la linea dura nella lotta all'obesita'' ha detto il dottor Simon Minkoff a un convegno sull'obesita'. E ha proposto che le porte non dovrebbero essere piu' larghe di 30 centimetri. Ma la proposta e' stata accolta da un coro di critiche e quindi non sembra destinata a essere attuata.

                                                                                                                                
LE ABITUDINI ALIMENTARI AI NOSTRI GIORNI Nell'ultimo secolo la progressiva scomparsa del mondo contadino e delle tradizioni locali, il miglioramento delle condizioni igieniche, culturali e sociali con il passaggio all'epoca tecnologico-industriale unitamente alla comparsa di nuovi modelli sociali, all'allentamento dei legami familiari e al diverso ruolo sociale della donna hanno determinato nuove abitudini alimentari. Queste ultime non sempre hanno coinciso con il miglioramento quali-quantitativo degli alimenti assunti, anzi hanno determinato un aumento delle patologie dismetaboliche correlate al soprappeso ed all'obesità

PROGRESSIVA MODIFICA DELLE ABITUDINI ALIMENTARI

Anni '40 - '50 alimentazione povera quantitativamente e qualitativamente

Anni '60 - '70 nutrizione più ricca, abbondante e diversificata

Anni '80 - '90 alimentazione eccessiva, sovrabbondante e qualitativamente meno corretta

Necessità di tornare ad abitudini alimentari più sane.

DIETA MEDITERRANEA
La dieta mediterranea rappresenta la forma oggi considerata più equilibrata e corretta, presa a modello da molti Paesi. Il consumo di alimenti di origine vegetale (come pasta, pane, frutta, ortaggi e olio di oliva), il moderato consumo di alimenti di origine animale (come formaggi, condimenti grassi, formaggi, carni rosse), il privilegiare alimenti con ridotta presenza di grassi saturi, colesterolo e sale, e ricchi di aminoacidi, vitamine e minerali, amido e fibre vegetali costituisce il modo migliore per assumere tutte le sostanze necessarie all'organismo senza introdurre eccessive quantità di alimenti potenzialmente nocivi.

Il consiglio di Ule&Gallo é: imbottitevi la bocca col vostro letame e vi passerà totalmente l'appetito!! buon fallimento..

U&G

La teoria del Fallimento

 

Quando succede qualcosa che cambia veramente la tua vita non te ne accorgi.. di solito ti piomba addosso con inaudita violenza o inizia a insinuarsi tra i tuoi pensieri e quando te ne accorgi è troppo tardi per cercare d fare qualcosa.. rimane indelebile nella tua mente e devi accettare quello che ormai fa parte di te.. magari è pure piacevole, non necessariamente ha un accezione negativa anzi potrebbe essere una delle cose più belle della tua vita..ma non lo è mai poiché tutto è fallimento.

La vita nella sua stessa natura ha intrinseco il concetto di fallimento che si identifica con la morte, ovvero nel fallimento della propria esperienza mortale. Il fallimento è quindi definibile con lÂ’approdo al nulla, in una dimensione in cui ogni singolo gesto perde il suo significato.. Come diceva Schopenauer lÂ’unico fine del vivere emerge da quella volontà di sopravvivenza cieca che ci rende schiavi della vita. Ogni emozione, ogni momento di felicità e di dolore è destinato a finire.. ogni impresa e ogni grande uomo è destinato prima o poi allÂ’oblio.. quale quindi il senso di unÂ’esistenza che ha la caratteristica di essere priva di significato, se non lÂ’egoistico fine di vivere al più lungo possibile e di raggiungere una felicità, che altro non è che un effimera cura alle sofferenze che travagliano la vita. La nostra volontà non è altro che uno stimolo inconscio alla sopravvivenza, lo stesso suicidio non è altro che il fallimento più grande in quanto priva totalmente la morte del suo significato in quanto rappresenta lÂ’estremo tentativo di sopravvivere a quella situazione che ha portato lÂ’individuo ad uccidersi.. le nostre esistenze sono quindi prive di senso come lÂ’inutile affanno lavorativo e come il progresso che stoltamente cerca di allontanare lÂ’ora della morte.. ovviamente aggiungo che a mio parere poiché ogni cosa è destinata al fallimento è meglio godersi ogni singolo momento finchè il nulla appare ancora lontanoÂ….per questo ora ci accenderemo una sigaretta..

U&G